Castello di Nisida
Storia e architettura

La costruzione dell’edificio risale probabilmente al periodo angioino, quando regnava la Regina Giovanna, nipote di Roberto d’Angiò. Siamo quindi intorno alla seconda metà del XIV secolo, ed è appunto in questo che viene data la realizzazione della Torre di Guardia, adibita a casino di caccia e a residenza della sovrana. Successivamente, nel XVI secolo, il vicerè Don Pedro de Toledo ne ordinò un restauro e un riadattamento per farne uno dei baluardi difensivi della città, soprattutto per contrastare le scorribande del pirata Barbarossa, molto attivo in quel periodo tra la Calabria e Ischia.
Più avanti, nel XVII secolo (1626), durante la drammatica epidemia di peste che colpì la capitale del regno, il Vicerè Antonio Álvarez de Toledo decise di adibire il castello a lazzaretto per accogliere i malati.
Nel XVIII secolo, invece, sotto il dominio borbonico, l’edificio perse la sua utilità difensiva e fu utilizzato come prigione nella quale venivano rinchiusi criminali e prigionieri politici, mentre con l’arrivo dei Savoia vi furono reclusi gli stessi funzionari dei Borboni.
Infine, in tempi più moderni, nel ventennio fascista il penitenziario fu convertito a riformatorio giudiziario, diventando, a partire dal 1934, uno dei pochi Penitenziari Minorili d’Italia.
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