Palazzo Serra di Cassano

Storia e architettura
facciata palazzo serra di cassano a napoliIl palazzo Serra di Cassano si trova in via Monte di Dio 14/15 e in via Egiziaca a Pizzofalcone 63.
Nel 1679, la famiglia Serra, di origine genovese ma ormai a Napoli dal XII secolo, nella persona di Giuseppe Serra, acquistò da Chiara Penchi un palazzo, ubicato appunto tra le due vie sopra citate. Successivamente, nel 1725, il nuovo proprietario decise di demolirlo e affidò la costruzione della nuova dimora a Ferdinando Sanfelice che, come suo solito, utilizzò tutto il suo talento e la sua creatività soprattutto nella realizzazione della scala aperta a doppio rampante che conduce al piano nobile. Il nuovo palazzo era molto esteso e aveva tre ingressi: il principale, che si apriva in via Egiziaca, fu chiuso in segno di lutto eterno dopo l’assassinio di Gennaro Serra che venne decapitato in piazza dopo aver partecipato in prima linea alla rivolta del 1799, nel tentativo di rovesciare la monarchia in favore della Repubblica napoletana. Così, l’ingresso in via Monte di Dio, prima ritenuto secondario, divenne quello più utilizzato, mentre il terzo, sempre sulla stessa strada, continuò a svolgere la funzione di accesso per i servizi. Su questo lato, quindi, la facciata, completata da Giuseppe Astarita, presenta due portali bugnati ed è caratterizzata da un ordine di lesene corinzie in sette campate, dove ogni piano è suddiviso da cornicioni, mentre le finestre presentano dei timpani triangolari, dei timpani ricurvi o delle architravi.
Dall’ingresso in via Egiziaca si accede ad un cortile di pianta ottagonale che, attraverso l’arco trionfale, conduce alla già citata scala aperta. Da quello al numero 14 di via Monte di Dio, invece, si arriva ad un altro cortile, questa volta di pianta rettangolare, che anticipa anch’esso la scala del Sanfelice. Inoltre, nei saloni interni, è conservato un affresco raffigurante le Storie di Scipione l’Africano, che Giacinto Diano Realizzò tra il 1770 e il 1773.
Infine, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si resero necessari dei lavori di restauro a causa dei danni subiti. Questi furono commissionati dal duca Francesco Serra agli architetti Japelli e Schioppa che riportarono il palazzo all’antico splendore.

Tratto da: Aurelio De Rose, I palazzi di Napoli, Roma, Newton & Compton, 2001

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Foto
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